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Hanno vinto l'EUROPEO, giornali e tv gli perdonano tutto. VIALLI e MANCINI: scandalo ricchezze offshore

Finisce sotto il tappeto, nascosta dai grandi media, l'inchiesta de "L'Espresso" che ha svelato le ricchezze dei due azzurri





ROMA - Il 3 ottobre scorso il consorzio di giornalismo investigativo “ICIJ” ha svelato i cosiddetti “Pandora Papers”, un gigantesco fiume di quasi 12 milioni di documenti su beni registrati offshore, ossia in territori a legislazione particolarmente permissiva per il fisco.

Documenti che riguardano le persone più potenti e più ricche della Terra: tra loro 35 leader mondiali o capi di stato, oltre a imprenditori e magnati dell'economia. L'inchiesta coinvolge 90 paesi, su un arco temporale di 25 anni di operazioni dal 1996 al 2020.

Tra i nomi dell'inchiesta che è sparita dai quotidiani sportivi e non ci sono quelli di due amici inseparabili, Gianluca Vialli e Roberto Mancini, Capo Delegazione e Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio.

Mancini è azionista della “Bastian Asset Holdings”, con sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche. Una società che ha intestato addirittura un aereo privato di sua proprietà.

Vialli è qualificato come proprietario della “Crewborn Holdings”, registrata anche questa alle Isole Vergini Britanniche.

Dalle carte emerge anche che il CT ha provato nel 2009 a far rientrare dei capitali in Italia con lo “Scudo Fiscale”, per regolarizzare la sua posizione con il Fisco.



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