PARLA STICCHI DAMIANI. Chiarezza sui conti del Lecce, esposizioni debitorie sempre fisiologiche e sempre ripianate. I NUMERI

Tocca al Presidente del Lecce parlare in Sala Stampa domani alle 10.30 al "Via del Mare"

LECCE - Sarà il Presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, domani mattina alle 10.30, a presentarsi davanti ai microfoni della Sala Stampa del “Via del Mare” per ricostruire lo stato patrimoniale del Lecce e l'effettiva consistenza finanziaria della società dopo le parole dell'azionista di maggioranza relativa Renè De Picciotto.

Da Sticchi Damiani, ovviamente, arriverà una puntuale e asettica analisi dei dati di bilancio espressi dal Lecce in questi anni, non nel tentativo di puntare il dito contro le parole di De Picciotto appunto, ma per riportare alla verità numerica e alla loro effettiva consistenza numerica molto limitate le preoccupazioni lasciate sul campo dalle parole dell'imprenditore italo-svizzero.

De Picciotto, dal suo ingresso nel Lecce, ha contribuito alla vita della società per complessivi 5 milioni di Euro di apporto finanziario personale, mentre il resto della compagine sociale ha immesso come apporti propri altri 15 milioni di Euro.

Ammonta sostanzialmente a 20 milioni di liquidi circa l'apporto finanziario diretto, quello dalle tasche dei soci al Lecce del dopo-Tesoro.

Ciò al netto di tutte le altre voci, in entrata e in uscita, che discendono dall'attività sportiva, dunque la compravendita dei calciatori, il loro ingaggio, lo stesso per tecnici e dipendenti amministrativi, diritti televisivi incassati, altre premialità, eccetera.

Oltre a tutta questa massa di soldi che sono girati attorno al Lecce in questi anni per far sopravvivere il calcio a Lecce i soci hanno garantito altri 20 milioni di Euro di liquidi dai rispettivi patrimoni, dalle rispettive aziende o famiglie, per chiudere ogni anno i bilanci regolarmente.

20 milioni che negli anni sono sempre serviti a ripianare fisiologiche perdite di esercizio di fine anno nell'orbita di pochi “spiccioli” per una società di calcio, qualche centinaio di migliaia di Euro nei casi migliori, qualche milione nei casi di annate negative, soprattutto in era coronavirus.

Nulla a che vedere comunque con il panorama calcistico e le esposizioni debitorie a cui il tifoso medio associa il concetto di “società indebitata” fatto passare in maniera avventata da De Picciotto, che ha fatto erroneamente associare la condizione del Lecce a quella di società indebitate sino al collo come Inter, Juventus, Roma e quant'altro…

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