Cronaca

"SUPERBONUS", 24 MILIONI FATTI SPARIRE: tutti i nomi degli arrestati nel blitz della Guardia di Finanza

Ecco gli sviluppi dell'operazione scattata all'alba da parte della Guardia di Finanza di Lecce, Napoli e Roma

27.02.2024 13:38

LECCE - E' di 13 arresti, 4 in carcere e 9 ai domiciliari, e di ben 71 persone indagate, il bilancio del blitz messo a segno all'alba dalla Guardia di Finanza per una presunta maxi-truffa messa a segno con il “Superbonus”, tra il Salento e anche alcuni paesi esteri come Lituania e Lettonia, dove l'associazione criminale avrebbe fatto confluire i soldi per poi riciclarli e riportarli a casa.

L'operazione “Easy Bonus”, questo il nome del blitz, è stata portata a termine dagli uomini dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Lecce, di Napoli e dai colleghi della Guardia di Finanza del Nucleo Tutela Entrate e Repressioni Frodi Fiscali di Roma. 2 arresti sono stati effettuati in Campania, il “grosso” dell'operazione nel Salento.

In manette Andrea D'Ospina, 44enne di Racale, Massimo Giannelli, 50enne di Racale, Alessio Greco, 29enne di Castriano del Capo, Donato Lezzi, 40enne di Copertino, Giacinto Maffei, 51enne di Solofra (Avellino), Andrea Marotta, 47enne di Gallipoli, Orazio Preite, 39enne di Taurisano, Michele Romano, 53enne di Castrignano del Capo, Luigi Rossetti, 49enne di Melissano, Marcello Monsellato, 47enne di Presicce Acquarica del Capo, Monica Sansò, 49enne di Racale, Celestino Andrea Scarlino, 37enne di Melissano, Michele Scognamiglio, 40enne di Napoli, Antonio Talema, 24enne di Racale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti la presunta associazione a delinquere si occupava di cedere crediti di imposta fittizi derivanti da false pratiche di bonus edilizio, con il riciclaggio estero dei proventi illeciti e il successivo rientro dei capitali che poi sarebbero finiti nelle tasche degli arrestati.

Le forze dell'ordine hanno portato avanti un lavoro imponente arricchito da 25 perquisizioni in tutta Europa, con un sequestro preventivo di 3 milioni e 900mila Euro che viene considerato provento di attività illecita oltre a 20 milioni già “bloccati” durante le indagini.

Nei guai come detto in apertura anche 71 percettori fraudolenti dei bonus, in particolare di bonus facciate che dopo la cessione del credito d'imposta avrebbero portato anche loro i finanziamenti ottenuti all'estero.

Secondo quanto emerso in Conferenza Stampa e secondo quanto comunicato ai giornalisti a livello di dettagli di indagine al vertice della presunta organizzazione ci sarebbe stato Monsellato, titolare di uno studio di consulenza nel Sud Salento, esperto nei meccanismi di funzionamento del circuito bancario, finanziario e fiscale.

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