CORINI RISCOPRE L'EMERGENZA: "ritrovo Mancosu, perdo Falco e Zuta, ma iniziamo ad avere una idea di calcio"

Sabato 24 Ottobre 2020 | Marco Errico | News

LECCE - Alla vigilia della trasferta di Cosenza ha parlato ai giornalisti Eugenio Corini.

Il tecnico del Lecce ha fatto il punto sui temi di questa trasferta delicata e sul momento dei giallorossi.

Dubbi - "Rientra Mancosu che si è allenato con la squadra negli ultimi giorni, ma difficilmente giocherà dall'inizio. Falco ha invece saltato la rifinitura per una lieve indisposizione, valuterò domani le sue condizioni, poi deciderò. Di sicuro non ci sarà Zuta, che questa mattina ha provato a forzare un fastidio che avverte ancora. Preferisco non rischiarlo, nel ruolo siamo molto coperti. Per quanto riguarda Listkowski non sarà disponibile almeno sino alla trasferta di Chiavari con l'Entella".

Sostituzioni importanti - "Nel calcio di oggi i cambi a gara in corso diventano determinanti, dobbiamo preparare più strategie. Con la Cremonese con Stepinski dentro e Falco trequartista abbiamo guadagnato peso in attacco. Il 4-3-1-2 lo possiamo fare tranquillamente, con Falco o Mancosu in quella posizione di intermedio tra attacco e centrocampo. Non ci mancano le scelte, ma dobbiamo segnare di più, concretizzare al meglio la mole di gioco che creiamo".

Cantiere in corso - "La stagione è in corso, ci saranno strappi in classifica come quello dell'Empoli, ma il campionato è lungo. Noi siamo per certi versi un cantiere ancora aperto: siamo partiti con una idea di gioco, l'abbiamo modificata con le caratteristiche dei calciatori rimasti in rosa dopo il mercato, ora siamo concentrati su questa evoluzione dei nostri schemi. Lavoreremo per migliorarci ancora, partita dopo partita mi aspetto di crescere".

Avversario - "Il Cosenza è squadra solida, Occhiuzzi sta lavorando bene. E' vero, non hanno mai vinto, ma con quattro pareggi hanno superato importanti incroci con SPAL e Cittadella, per esempio, senza mai perdere la battaglia. Dovremo essere attenti e bravi a colpirli nei punti deboli, lì dove abbiamo lavorato in settimana".