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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





BRESCIA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

BLEVE - Prestazione brillante. Avventuriero nelle uscite, ma con criterio, forte tra i pali, come è sempre stato. Che peccato averlo visto poco all'opera! A 26 anni si regala anche un quarto d'ora da capitano (dopo l'uscita di Lucioni): tutto meritato, per un ragazzo che è stato sempre al posto suo e che nell'armadietto ha avuto sempre e prima di tutto la maglia giallorossa, da bambino e da adulto. Avrebbe meritato di chiudere questa partita perfetta con la porta inviolata, ma Barreca, Meccariello e Dermaku gli fanno la frittata. VOTO 8.

GENDREY - Di fronte ha un avversario che gioca in motorino, Pajac, e ne viene fuori un duello bellissimo e rusticano. Il francese ci mette tutta la sua fisicità, calci, braccia alte, botte in testa, randellate. Mai domo nella battaglia. Una certezza. VOTO 7.

LUCIONI - Sino a quando i muscoli della coscia destra non gli tirano un brutto scherzo domina la difesa, giocando altri 75 minuti assolutamente convincenti. VOTO 7.

DERMAKU - Segna col pezzo forte del repertorio, il colpo di testa, ma si vede lontano un miglio che è ancora “arrugginito” dallo scarso utilizzo. E' l'ultimo dei colpevoli nel pari del Brescia, ma nel complesso copre troppo largo. VOTO 6.

MECCARIELLO - Una partita strepitosa buttata a mare con il pari del Brescia. Tiene tutti in gioco in netto ritardo e consente alle “rondinelle” di riprendere il Lecce a pochi spiccioli dalla fine. Peccato, era stato perfetto. VOTO 5.5.

BARRECA - Peccato anche per lui: mette dentro il secondo assist da giallorosso, con un sinistro preciso per la testa di Dermaku, poi fa il turista venezuelano davanti a Chancellor. E' ancora lì che guarda i monumenti. Dal suo “buco” nasce il pari del Brescia. VOTO 5.5.

MAJER - Prestazione grigia, con qualche “strappo” positivo, tipo un assist di trenta metri, basso, radente, profondo, per innescare Coda. Splendido. VOTO 5.5.

BJORKENGREN - In campo per fare in un quarto d'ora ancora meno di Majer. Una bella impresa. Riuscita. VOTO 5.

HJULMAND - Meno appariscente che in altre circostanze fa il suo, distribuendo calcio sapiente. VOTO 6.5.

GARGIULO - Tante botte, tanta corsa. Resta una chiave tattica, un punto di equilibrio, ma deve proporsi maggiormente. VOTO 5.5.

STREFEZZA - La solita partita alla Strefezza: primo tempo da strabuzzarsi gli occhi, secondo in ciabatte. Il voto è ovviamente la media: a noi non ci fa fessi con qualche lustrino. Costringe il Lecce a giocare in dieci un tempo intero. Non pervenuto. VOTO 6.

CODA - Se Gesù è morto a 33 anni, bontà sua, anche Coda può saltare una partita di campionato a 32. Momento di appannamento. VOTO 5.5.

DI MARIANO - Se Strefezza lo vediamo all'opera un tempo lui neanche quello. Completamente assente dalla partita. VOTO 5.

OLIVIERI - Comparsata incomprensibile e inutile. S.V.

BARONI - Inzaghi gli indica una strada precisa, inserendo elementi tecnici e freschi nelle zone nevralgiche dal centrocampo in su. Lui non controbatte, perchè vede il Lecce in pieno controllo e secondo noi ha addirittura ragione. Ma quanto avremmo voluto un'intuizione geniale, del tipo dentro Rodriguez Delgado per Coda dopo l'1-0 Lecce? Per scompaginare il Brescia e chiuderla in contropiede? Non abbiamo fatto in tempo a sognare abbastanza che già Bisoli aveva rimesso tutto al suo posto, mentre il buon Marco sfogliava la margherita tra Bjorkengren e Olivieri. Con il Perugia aveva cambiato tutto il tridente sembrando intempestivo, a Brescia non toglie via Strefezza e Di Mariano che praticamente lo costringono in dieci e in nove nell'ultima mezzora. La gestione di un talento come Rodriguez Delgado, poi, ci sembra davvero ai confini della “punizione”: ok mister, l'abbiamo capito che il ragazzo è un po' indolente, non si allena a tutta forza, non gli piace la fatica, ma non possiamo metterlo sullo stesso piano di Dermaku, Meccariello, Gallo e altri portatori d'acqua. Il talento è talento. Baroni calciatore avrebbe giocato comunque titolare anche allenandosi con meno fatica, ai suoi tempi, essendo superiore tecnicamente, tatticamente e agonisticamente ai centrali suoi concorrenti. Alla fine è questione di talento, non si può seppellire. Dunque se esiste un mezzo filo logico che lega parole e fatti sulla gestione del tridente nei sette giorni con tre impegni in campo beh allora Rodriguez Delgado è l'unico certo della maglia da titolare con il Cosenza. Altrimenti anche le sue sono solo chiacchiere. VOTO 4.



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