Editoriali

L'EDITORIALE. SCONCERTANTE LECCE: squadra e Di Francesco, a Como dimostrazione di inferiorità indecente. Vergogna

Il Lecce spera sempre in quella dopo e come sempre lascia perdere le sfide con le "grandi": a Como umiliazione evitata dal "torello" dei lariani

COMO - E' bene parlare e scrivere ora, prima che Lecce-Cremonese passi e non ci sia una reazione d'orgoglio, uno scatto almeno da uomini in una partita in cui ci giocheremo mezzo campionato.

Perché di questo Lecce indecente visto a Como davvero ne abbiamo piene le scatole. Senza sangue, senza spina dorsale, costretto dalla sua inferiorità abissale nei confronti della qualità messa in campo dai lariani a fare una partita vergognosamente da squadra consapevole del suo handicap con la speranza soltanto che l'avversario non accelerasse.

Una dimostrazione di inferiorità, una partita affrontata come chi sa di avere un handicap grave di partenza sull'avversario. E' questo che sognavano in Serie A Sticchi Damiani e Corvino? In un campionato dove anche la partita con più distanza di organico tra 2 squadre vede fronteggiarsi elementi ad armi pari o semi-pari. 

Per il Como un allenamento a ritmi bassi, un 2° tempo da fratello maggiore plurilaureato, coi master e un lavoro da manager aziendale che non vuole umiliare a pranzo il fratello minore tossicodipendente e senza lavoro. Ci hanno coccolati e rispettati, per non umiliarci. Neanche uno sprint, per evitare che ci facessero 6 reti…

Il Lecce? Consapevole di tutto questo, ad adeguarsi a questo spettacolo. Tanto non sono queste le partite da vincere, no? Quelle che invece vince il Parma, che ha vinto la Cremonese entrambe a “San Siro” o altre dirette concorrenti a Torino o sempre a Milano, Napoli o Roma.

No, per carità, a quanto pare il nostro campionato è con la Cremonese…, beh allora fuori le palle perché ci siamo rotti tutti i coglioni di farci prendere per il culo da mezza Italia.

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