Editoriali

L'ANALISI: ecco un Lecce "AFFAMATO". Dal mercato la marcia in più. Grazie Meluso, ORA ALL'ASSALTO!

Il punto sulle alternative con cui Padalino potrà sferrare l'attacco decisivo alla Serie B

LECCE - Mercato "mirato", per obiettivi: così doveva essere, così è stato.

E' un Lecce più forte, quello che ripartirà da Caserta nel prossimo turno, con una panchina di lusso che può spostare gli equilibri del campionato. Già, proprio la panchina, le "rotazioni" di Padalino, sono loro che possono cambiare la stagione.

E' questo il nuovo Lecce ridisegnato dal mercato di gennaio. Il ventaglio delle scelte si è fatto più ampio, non in termini numerici ma qualitativi.

Nella vittoria di Catanzaro abbiamo già trovato conforto a queste nostre argomentazioni. Siate tutti onesti e oggettivi, dateci una squadra di Lega Pro che piazza in campo a gara in corso Costa Ferreira, Lepore e Torromino. Diteci voi dove la trovate, fatecelo sapere. Ovunque non sarebbero titolari, ma titolarissimi, nel Lecce hanno avuto quei 20 minuti buoni per "spaccare" la partita (tranne Torromino, che di fatto è entrato solo per accumulare minuti, riprendere confidenza col campo dopo l'infortunio).

Costa Ferreira ha dato un saggio delle sue qualità, cambio di passo e personalità, si è preso per mano la squadra alla Giacomazzi, per ricordare qualche interno o mezz'ala giallorossa più recente. Poi l'ha messa dentro Lepore, scattato dalla panchina (la 3° di fila senza fiatare, alla faccia di chi dice che rappresenti un "potenziale problema", ma quando mai...), finalmente avanzato dove può essere letale. Intelligente la partita di Agostinone, che non ha brillato in avvio (qualche chiusura a vuoto si è vista) per prendere consapevolezza e "misure" con il passare dei minuti (bene tutto il 2° tempo). E poi ci sono Perucchini e Marconi, in arrivo da oggi in gruppo.

Per chi è partito, di fatto, non c'era spazio e non c'era scampo: a nostro giudizio tutte le soluzioni in entrata sono largamente migliorative di chi è andato via, tutti elementi che hanno deluso e che vengono rimpianti giusto da chi cerca il pelo nell'uovo per ragioni di "affezionamento". Ma il Lecce non è un centro sociale o una comunità di recupero, dunque si va avanti e Meluso ha mostrato ancora una volta di vivere il mercato da "cavallo di razza", senza sconti e senza guardare in faccia a nessuno. Chi ha deluso a casa, giusto così, come si fa nelle aziende competitive e performanti. Anche perchè la cessione di uno deve essere incentivante alle prestazioni di chi resta, altrimenti andrà a casa anche lui. E' finito, insomma, il tempo del Grand Hotel Lecce, dove neanche si riusciva a quantificare quanti fossero i calciatori sotto contratto.

Ora c'è il gruppo, vero, ci sono tante soluzioni per rincorrere un primato che ora sì, ora si può fare. Dipende da te, Lecce!

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