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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





LECCE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

GABRIEL - Partecipa al disastro dell'azione del vantaggio dell'Alessandria, ma per il resto ha tante attenuanti. Ogni santa partita deve vedersela con due o tre attaccanti a seconda del modulo degli avversari e due o tre compagni di squadra a seconda delle prestazioni indecenti del suo pacchetto difensivo. Che vita di merda. A fine contratto spenderà tutto in sedute dallo psicanalista. Comunque non può pretendere con una parata sia pure importante (su Mustacchio nel primo tempo) di salvare la pagella. Complice. VOTO 5.5.

CALABRESI - Terzino bellissimo per rinfrescare i nostri ricordi di gioventù, alla Tassotti, ruvido, sgraziato, deciso, agonistico. Per lui il concetto di esterno destro basso è arare tutto stile trattore di campagna: non importa che davanti ci sia il pallone o le caviglie di un avversario. Trascina tutto via, sradica, spacca, riparte. E' di gran lunga il migliore in campo. VOTO 7.5.

TUIA - Il gol e la quasi doppietta, poi tutta la partita a “ballare” dietro. Meriterebbe il rosso, Giacomelli lo grazia. Lui accetta il regalo e per completare l'opera si fa pure male. VOTO 5.5.

MECCARIELLO - Dieci minuti più recupero per entrare nell'azione del 3-2 di Coda. Bentornato. VOTO 6.

LUCIONI - Impresentabile. Museo delle cere. E' l'uomo delle grandi imprese: prima rete in carriera per Ba. “No limits”. VOTO 4.

GALLO - Alla 25° presenza in B arriva la prima gioia, il primo assist: manda in porta Corazza con un tocco diabolico. Finalmente. Aggiorniamo le statistiche, 25 presenze in B, un assist vincente. La sua partita non è commentabile se non in presenza di un nostro avvocato. VOTO 4.

BARRECA - Al posto di Gallo per dare una parvenza di esterno basso mancino al Lecce. Tanti cross, spesso imprecisi, ma collabora a mettere tanti palloni dentro l'area per creare pericoli nell'assalto finale. VOTO 6.

MAJER - Va a sprazzi, condizionato da una settimana con qualche acciacco muscolare. Mette in testa a Tuia il pallone del momentaneo vantaggio. VOTO 6.

BJORKENGREN - Cambiare marcia? Neanche a parlarne. Fa la solita partita, di timidezza, assenze, presenze quando le cose sono facili e poco agonismo. VOTO 5.

HJULMAND - Lui è danese, il suo marcatore è di Martignano (Milanese), ma non ha mai visto la maglia giallorossa andando a vincere campionati giovanili nazionali con la Roma. Misteri. Finisce accalappiato, Milanese se lo pappa e lui si intristisce: intorno poi ha solo squallore. VOTO 5.

GARGIULO - Molto apporto fisico, tanta grinta, pochi inserimenti. Ma non era la mezzala “alla Mancosu” che si sarebbe infilata negli spazi? VOTO 5.5.

PAGANINI - Che sconforto. Che disastro. Non ne azzecca una neanche per la legge dei grandi numeri. VOTO 4.

DI MARIANO - Si impossessa di lui lo spirito di Strefezza e inizia a fare solo di testa sua, giocando per fatti suoi. Generoso e impreciso, mette dentro il pallone alla si salvi chi può che poi Coda corregge in porta per la gioia finale. VOTO 5.5.

CODA - Tocca pochi palloni, ha bisogno di un partner e si vede. Con Rodriguez Delgado dentro inizia a dialogare che è un piacere, regala allo spagnolo un assist, andando poi a mettere la freccia nel recupero. Un gol e un assist con due o tre palloni, che pretendete? Velenoso. VOTO 7.

OLIVIERI - Nuova bocciatura solenne. Mette dentro tanti cross, non brilla per precisione e capacità di rendersi pericoloso. VOTO 5.

RODRIGUEZ DELGADO - Devastante. In meno di mezz'ora cambia il corso degli eventi, come un ciclone nella foresta. Indemoniato. Entra e fa espellere Di Gennaro, sfiora il palo con un diagonale complicato, segna, collabora con Coda dialogando incessantemente. VOTO 7.5.

BARONI - Vittoria che per certi versi fa male, mette la polvere sotto al tappeto ad accatastarsi pericolosamente. Novanta minuti di calcio imbarazzante, da Terza Categoria: lanci lunghi e che Dio ce la mandi buona. Passa il tempo e il Lecce gioca sempre peggio. L'ingresso di Rodriguez Delgado è come la storia del mesetto con Hjulmand mezzala e Blin in regia: non è un merito ma un demerito del tecnico il fatto che lo spagnolo cambia la partita. E' in stato confusionale e ci dispiace. Come può un difensore con un “pedigree” come il suo presentarsi con Lucioni al centro della difesa? E' un atto di sadismo imperdonabile. VOTO 4.



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