
Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio
Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere
LECCE - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!
FALCONE - Tira fuori un paio di parate dal coefficiente di difficoltà alto, a cavalli scappati nel finale è l'unico a tenere il Lecce in vita con l'algoritmo della partita. Poi si arrende quando Veiga apre a Pulisic anche la gabbia dei leoni. E' il migliore del Lecce, è la 2° volta di fila, sarà forse un problema…? VOTO 7.
VEIGA - Impresentabile. Imbarazzante. Di Francesco lo umilia nel finale accoppiandolo all'inadeguato Konan N'Dri, componendo una catena da campionato “Amatori”. Con tutto il rispetto per benzinai, farmacisti e baristi e le loro squadre di paese. Almeno quelli non hanno pretese di sentirsi considerare “calciatori”. Del tutto inadatto. VOTO 4.
GASPAR - Buon inizio, poi è il 1° ad affondare. VOTO 5.
TIAGO GABRIEL - In un metaverso di Lecce imbattuto o vincente sarebbe certamente il migliore in campo e da voto perfetto, peccato che la stronzata per il gol che spacca la partita la fa lui, buttando all'aria una bellissima partita. VOTO 5.
GALLO - Un paio di cross parrocchiali, un paio di appoggi da far venire la pelle d'oca. Va in giro col muso chiedendosi perché non lo cerca nessuno sul mercato. Si dia una risposta. “Miracolato”. VOTO 4.
PIEROTTI - Canta e porta la croce per un tempo, pur trascurando il sottile obiettivo di tirare in porta quando si trova in posizione di rigore in movimento. Butta via la grande occasione del Lecce della prima metà della gara, poi pure lui finisce in mezzo al mare, affogato. VOTO 5.
SOTTIL - Leggerino. Un paio di cross da chiamare i Vigili del Fuoco. VOTO 5.
RAMADANI - Pur di non vedere nei paraggi del “Via del Mare” Pierret ci facciamo bastare anche lui. Accompagna poco, fa solo il compitino, smista palloni e amen. Tutto qui? VOTO 5.5.
HELGASON - Entra per fare un'altra presenza in un mondo dove non si sarebbe visto neppure da solo se glielo avessero chiesto. E così anche di aver giocato contro il Milan lo potrà raccontare ai nipotini davanti al caminetto nella dolce vecchiaia islandese. Giocatore inutile, inventato come tale con cocciutaggine da un Direttore Sportivo. VOTO 4.
COULIBALY - Poco coinvolto, va a sbattere presto contro i “giganti” difensivi del Milan. Poca polpa. VOTO 5.
MORENTE - E' come le temperature meteo ad Aosta negli anni Ottanta quando la meteorologia non era ancora così sviluppata e non riusciva a rilevarle: non pervenuto. Noi il 4-3-3 di Di Francesco ce lo ricordavamo con gli esterni capaci di saltare l'uomo e creare pericolosità, superiorità numerica. Lui è nullo. Completamente nullo. VOTO 4.
KONAN N'DRI - Stiamo invecchiando male. Laddove abbiamo visto sfrecciare Moriero, Mazzeo, Cassetti, Ariatti, pure Morello che di talento ne aveva da vendere, ci tocca sorbirci questa comica fantozziana. Quando in una circostanza si marca da solo vorremmo scendere dalle scale attraversare tutto lo stadio con gli occhi iniettati di sangue, sfondare le porte della Tribuna Est, scendere in campo e tirargli 2 sberle. Che rabbia. Inadatto al gioco del calcio. VOTO 4.
CAMARDA - Visto che non si è fatto nulla ce la caviamo con una battuta di “black humor”… A fine 1° tempo non si ricorda niente della sua gara per un colpo in testa. Neanche noi di lui, da sani. VOTO 4.
STULIC - Un tiro parato da Maignan, una sponda intelligente per Coulibaly in una situazione in cui Krstovic si sarebbe messo il pallone sotto la maglietta pur di non darlo accanto, qualche indizio buono. Però anche qualche controllo del pallone difettoso, come se fosse un po' il suo punto debole. VOTO 6.
KABA - Non ha il passo per fare quel ruolo ma ha comunque altre caratteristiche con cui sopperisce e dunque sorprende positivamente. E' l'elemento di maggiore pericolosità e inventiva del Lecce, pensa un po' come stanno messi i suoi colleghi che l'attaccante lo fanno per mestiere originale. Esce per motivi che non conosciamo e che anche se conoscessimo non condivideremmo. VOTO 6.5.
BERISHA - Entra e fa il filosofo, indicandosi le gambe e i piedi mentre dialoga con i compagni, bacchettandoli che non gli danno il pallone proprio lì, dove vuole lui. Sostanzialmente a 21 anni gioca già un calcio del passato: mentre Modric dall'altra parte a 40 anni fa le 2 fasi correndo come un pazzo (e contro il Lecce, mica con la Champions League pronta a bordo campo) lui pretende il pallone sulle zampette. Ridicolo. Pensasse all'unica cosa vera che ci lascia questa partita: entra lui e il Lecce finisce all'obitorio, morto. VOTO 4.
DI FRANCESCO - Ci fa credere di aver perso per qualche episodio, qualche disattenzione, qualcosina andata storta. Omette che Veiga, Morente, Helgason, Berisha, Konan N'Dri in campo ce li manda lui. La mancata lettura della pochezza calcistica di Veiga è o in malafede o risponde all'indicazione di valorizzare necessariamente alcuni elementi impresentabili a qualunque latitudine di calcio. Ha molte colpe sulla sconfitta e chiude col capolavoro di togliere Kaba tirando lo sciacquone: il Lecce in fondo al water ce lo manda lui. VOTO 4.
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