Cronaca

CONFESSA TUTTO! Il poliziotto assassino: "avevo paura delle conseguenze di quel che ho fatto"

L'Assistente Capo di Polizia ha allestito tutta la messa in scena successiva all'omicidio del pusher nel bosco di Rogoredo

24.02.2026 14:00

MILANO - Ha confessato, l'assassino di Abderrahim Mansouri, il pusher tunisino ucciso nel bosco di Rogoredo, a Milano, il 26 gennaio scorso. E' l'Assistente Capo di Polizia Carmelo Cinturrino, che davanti ai suoi colleghi nei primi interrogatori dopo l'arresto disposto dalla magistratura, è crollato, così come la sua versione.

“Temevo le conseguenze di quel che era accaduto e per questo ho recuperato da uno zaino una ‘Beretta 92’ finta che ho posizionato accanto alla vittima”. Un gesto che è una alterazione della scena del delitto, secondo gli inquirenti, necessaria poi a far prendere quota alla tesi della legittima difesa.

Cinturrino ha negato rapporti illeciti con i pusher della zona, respingendo le accuse su presunte richieste di soldi o droga per uso personale, ma ha ribadito di aver sparato per paura: “quando ho visto il ragazzo mettersi la mano in tasca mi sono spaventato, solo dopo ho realizzato che Mansouri impugnava in realtà solo un sasso e non un arma”.

L'agente comparirà domani davanti al GIP per l'interrogatorio di garanzia.

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