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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere

ROMA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da prendere non troppo sul serio…, mi raccomando!

FALCONE - Para tutto e anche di più. Nello stadio che l'ha visto crescere bambino e tifoso risponde a Lukaku (primo rigore sbagliato in Italia dopo un dato pauroso di 14 su 14 in gol), poi sempre al belga e a Dybala, sfoderando 3 prodezze. E' il migliore del Lecce, peccato dal 90° i compagni di reparto lo buttino a mare. VOTO 7.5.

GENDREY - Leggerete ovunque della sua straordinaria, stratosferica, brillante prestazione. Qui leggerete del “buco” da cui nasce l'azione del rigore sbagliato da Lukaku (non è passato neanche un minuto e sta già con la testa per aria…), della gita al parco mentre Zalewski percorre 40 metri da solo per un cross da allenamento del giovedì, senza pressione, senza nulla, per il gol del pari che cambia l'inerzia della gara. In mezzo un litigio costante con il pallone: il suo agente lo vorrebbe piazzare dal Paris Saint Germain in su, ma questo ragazzo avrebbe bisogno di 3 anni di scuola calcio. Quella di base. Quella degli esercizi col muro di fronte per controllare il pallone. VOTO 4.

BASCHIROTTO - La modalità Carla Fracci continua. E' rimasto l'unico difensore centrale d'Italia ad aggirarsi per le aree di rigore svolazzante con le mani aperte a ore 10:10. Gli manca il tutù. Partita di sacrificio su Lukaku, vince tanti duelli, ma se li butta tutti nel cesso così non servono a niente. VOTO 5.

PONGRACIC - Chi gliel'ha fatta fare, in mezzo a tanta scarsezza tecnica. Sfiora il gol e questa volta era stato pure bravo, ma Rui Patricio gli dice di tornare la prossima volta. VOTO 6.

DORGU - Per carità! Lo proteggerà, in ordine, il pensiero comune del tifoso medio, l'opinione pubblica (o ciò che ne rimane…), orde di fanatici dei social, il Presidente degli Stati Uniti e pure il Papa. Nella realtà non ci capisce nulla dall'inizio alla fine, lasciando alla Roma la possibilità di fare e disfare. Partita disastrosa, è un cataclisma. VOTO 4.

GALLO - Entra per provare l'ebrezza del 3° gol in carriera (nella sua porta), poi il rimorso lo vince e si butta per terra come un sacco di patate su un cross della Roma perfetto per la sua zucca per infilare Falcone. Soffre, maledettamente soffre, ma fa meglio dell'inguardabile Dorgu. VOTO 5.5.

RAMADANI - Corre per tutti, sta dietro a tutti, ramazza palloni in tutti i punti del terreno di gioco. Intelligente e prezioso. Sta crescendo costantemente. VOTO 7.

KABA - E' già stato trasportato all'obitorio quando la Roma parte in rimonta, ma D'Aversa ha visto tanti film dell'orrore, è un appassionato, e vuole vederlo ancor più che morto sul terreno di gioco. Peccato, la sua oretta su grandissimi livelli l'aveva fatta. Poi è vilipendio di cadavere, articolo 410 del Codice Penale. VOTO 5.

ALMQVIST - La sua sostituzione resterà un mistero che tramanderemo ai posteri con gli stessi dubbi che l'umanità conserva dopo migliaia di anni nel decifrare la “Stele di Rosetta”. Che gol! E quante sgommate! VOTO 7.

TOUBA - Entra, si fa ammonire e combina un disastro dietro l'altro in copertura. I suoi sono 10 minuti più recupero da ospedale psichiatrico. VOTO 4.

RAFIA - In mezzo al centrocampo della Roma non sfigura affatto. Nella fase in cui il Lecce perde molti duelli lui è quello che ne perde meno. VOTO 6.

GONZALEZ - Del suo ingresso i tifosi del “Bar dello Sport” dei social che hanno già buttato D'Aversa nell'immondizia non parlano. Alzi la mano chi gli avrebbe dato fiducia: neppure per portare allo stadio i palloni. Il mister invece sa che sta bene e lui dipinge l'azione del gol di Almqvist. VOTO 6.5.

BANDA - Mancini non lo vede mai, vede un'ombra nera scappargli davanti stile film. Ora lo vedi, ora non lo vedi più. C'è da migliorare la finalizzazione, ma il suo apporto è decisivo. VOTO 7.

STREFEZZA - Entra, giusto il tempo per farsi maledire. Sbaglia il pallone del 2-0, nel senso che sbaglia a non darlo a Piccoli. E' lì che il Lecce la perde. Capitano triste. VOTO 4.

KRSTOVIC - Prende un sacco di legnate, qualcuna la dà lui, offre alcune illuminazioni che sono lampi di talento, aperture di gioco, sponde, girata e tiro in un fazzoletto di centimetri. VOTO 6.5.

PICCOLI - Per dormire è servito un Aulin doppio: Strefezza gli nega un gol facile facile per mandare lo stadio “Olimpico” a casa senza cena. In un'altra occasione è in fuorigioco, ma Rui Patricio gli dice comunque di “no”. VOTO 6.

D'AVERSA - Davanti a un Mourinho che va di 4-2-4 il cambio di modulo ci sta tutto, altro che chiacchiere. Si mette ad arginare l'imbuto della Roma in avanti con così tanti uomini con 3 centrali puri e 2 che ti danno una mano scendendo tanto, Gendrey e Gallo, in maniera tale che in fase di non possesso soffri in 5 dietro. Ci sta. Le partite perse le raccontano i tifosi, le partite vinte le mandano in archivio i mister. A fine gara dice qualche buona dose di verità, quelle che nel calcio delle bugie non pagano mai: se hai la palla del 2-0 e la sbagli, se Gendrey non soffoca Zalewski nella culla, a inizio azione, se Touba non entra con la determinazione giusta quei 5 minuti in croce che gli chiedi di giocare, beh…, che colpa ne ha la panchina? E' sui cambi di Almqvist, Banda e su quello mancato di Kaba che si può dire qualcosina… e alla fine queste scelte incidono sulla partita e sul suo voto. VOTO 5.5.

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