L'editoriale. MUORE UN ULTRAS? Vergognoso sciacallaggio dei media: chiudono gli occhi solo davanti al potere

Giovedì 14 Gennaio 2021 | Cosimo Carulli | Editoriali

CASARANO - Purtroppo per lui non era un politico, magari vecchio e stravecchio morto comodamente in casa a pancia piena. Non era neanche un cantante o un attore di teatro, senza scomodare perdite recenti davanti alle quali ci poniamo (noi soltanto) con lo stesso rispetto.

Purtroppo per lui era un "povero" ultras, allora giù con una valanga di isterismi e moralismi da cassetta, a cominciare da una stampa sempre più spregiudicata e allacciata al potere che piange calde lacrime e accompagna feretri "vip" al fosso con parole sdolcinate, riabilitando all'occorrenza ladri, inquisiti, tangentari tutti miracolosamente santi al momento della dipartita.

Quando muoiono loro non c'è coronavirus che tenga, non c'è allarme contagio, non c'è paura per assembramenti: sono dimostrazioni di affetto, folle ordinate e composte. Gli aggettivi vengono via negli articoli preconfezionati come carta igienica a strappi, uno dopo l'altro.

Muore un ultras, tra l'altro prematuramente, e si scatena il putiferio. Tornano le leggi, tornano le restrizioni, torna l'allarme contagio e poi... che dire dell'assembramento!

E' successo a Casarano, dove un 57enne per anni sulla balconata del CUSP (Commando Ultrà Sao Paulo) purtroppo ha dovuto arrendersi a una malattia ed è morto.

Al suo funerale troppa gente, per tutti questi fenomeni da baraccone piegati solo al potere. C'erano pure i fumogeni, per carità!

Non c'è altro da aggiungere, siamo senza parole per la differenza di trattamento, di tatto e di approccio. Pure davanti ai morti.

Un vergognoso sciacallaggio, vergognoso. Non ci meravigliamo di nulla: il solco è oramai enorme, abissale, tra la gente, il lettore e chi racconta frottole e una realtà parallela per cercare di adempiere a un ruolo oramai affievolito, quello di pilotare il "pensiero comune" e portarlo sui binari del "controllo".

Per adempiere a un ruolo così grande, però, bisognerebbe avere il "pedigree" dei grandi, il carisma intellellettuale di chi può autorevolmente mettersi a dettare una linea.

Gli Scalfari o i Mieli de "noartri" qui sono riempitori di pagine autoconvinti di spostare qualcosa nelle coscienze di chi non li considera chè dei poveri illusi. Riempitori di pagine, scritte o virtuali, raccogliticce, piene di errori, chi confonde le zone gialle con le arancioni, non sa coordinare soggetto e complemento, non mette insieme una declinazione dei verbi conseguente alla precedente neanche per scommessa, scambia un giorno per un altro, annuncia eventi inesistenti, prefigura scenari inventati.

Il tutto credendo di essere preso sul serio. Ci credono per davvero.

E noi dovremmo pendere dalle labbra di una informazione così? Che davanti a un vecchio politico morto batte le mani e riempie pagine di "coccodrilli" sulla vita da straordinario protagonista del Paese e davanti a un "povero" ultras si scatena nella "caccia" alle mascherine e agli assembramenti?

Poveracci. La loro autodistruzione continua senza freni verso il burrone. Fortunatamente la corsa verso il baratro è senza ostacoli. Poveracci.