La riflessione. ITALIA A META' DELL'OPERA: novanta minuti per tornare a sognare
Il tanto atteso pass Mondiale per riscrivere la storia passa dalla Bosnia
C’è stato un momento, nel primo tempo contro l'Irlanda del Nord, in cui il silenzio ha quasi preso il sopravvento, come se nella mente di milioni di italiani stesse tornando il solito incubo mondiale.
L’Italia correva poco e pensava troppo. Il pallone girava lento e la squadra sembra aver zero idee. Davanti ad un’Irlanda del Nord che con il suo ordine riusciva a tenere gli azzurri bloccati, come se il peso della partita fosse troppo grande da portare.
Poi qualcosa cambia… nella ripresa l’Italia si scioglie prendendo campo e coraggio, il ritmo si alza e le giocate iniziano a fluire. È Tonali a rompere l’equilibrio, con una giocata che sa di liberazione e Kean a chiuderla, con la forza e la qualità di chi sente il momento. Due lampi, due gol e tutto cambia…
Il fischio finale non è solo una vittoria ma un ponte verso qualcosa di più grande, perché adesso c’è da affrontare la Bosnia-Erzegovina un avversario più solido, in trasferta e con un pubblico caldo.
E soprattutto, affrontare novanta minuti che pesano come anni… Quattordici, per l’esattezza. Tanti ne sono passati dall’ultima volta dell’Italia a un Mondiale, un’eternità per una Nazionale come questa e un vuoto per le generazioni che non hanno mai vissuto le famose “notti magiche”.
Domani saranno 90 minuti di paura e coraggio, pressione e orgoglio. Sarà tutto quello che questa squadra dovrà essere per tornare dove appartiene.
Novanta minuti per smettere di inseguire e ricominciare a sognare da Italiani.


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