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Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Tornano le nostre "freddure" sulla prestazione dei giallorossi: da non perdere





ROMA - Anche per questo turno di campionato ecco le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

BLEVE - Baroni vuole premiarlo a tutti i costi con una maglia da titolare, ma non è ancora pronto. Errore grave, cambio che peserà. E' vero che la qualificazione non conta, ma se Calabresi deve chiudere gli ultimi venti minuti con le stampelle qualcuno in panchina è pagato per farsi delle domande. S.V.

GABRIEL - Gli tocca fare il fenomeno pure in una serata inutile e che stava trascorrendo con il plaid sulle gambe. Non abbocca a un pallonetto ravvicinato, tocca quel tanto che basta un sinistro di Zaniolo che è un fulmine diretto verso l'angolino. Lui non si scotta, ha messo i guanti da forno… VOTO 7.

GENDREY - Sgomma, si sbatte qua e là correndo col solito scooter al posto dei piedi, mettendoci buona tecnica e vincendo gran parte dei contrasti. Non tutti i contrasti…, ma questa non è la Serie B. VOTO 6.5.

CALABRESI - Chiude la gara sacrificandosi con una gamba sola. Speriamo non sia nulla di grave, ad occhio sembravano normali crampi da sforzo (due partite intere in pochi giorni per lui). Segna, marca, anticipa, raddoppia ovunque. Prestazione sontuosa. VOTO 7.

DERMAKU - Problemi fisici? Ancora? Beh, speriamo proprio di no! Esce a fine primo tempo dopo essere stato l'anello debole dietro. Sul pari su cross da angolo alto com'è riesce a farsi fregare come un pivello. VOTO 5.

LUCIONI - Disastroso. Un tempo solo (e menomale!) ma da calamità naturale. Gli passano tutti davanti e indietro come a un bambino a un concerto. VOTO 4.

BARRECA - Involuto, in fase di eclissi. Molti passaggi sbagliati nella misura, pessimo rapporto con il controllo del pallone. Surclassato dalla differenza di “tempi” di gioco dei suoi avversari, che mentre lui è ancora a pensare sul da farsi gli hanno già strappato via il pallone. Sveglia! VOTO 5.

HELGASON - Passeggiatore su Viale delle Olimpiadi, lo fanno entrare in campo mescolato agli altri, fingendosi qualcosa. Ecco, qualcosa, ma non abbiamo ancora capito cosa. Ectoplasma. VOTO 4.

BJORKENGREN - Fossimo in lui saremmo incazzati neri. Se pure a Roma in una gara inutile le gerarchie dicono prima Helgason e poi lui, beh, stiamo freschi. Entra almeno dimostrando di avere del sangue che circola nelle vene, di non essere già da tempo nel regno dei morti. VOTO 6.

BLIN - Ramazza via palloni, mette pressione, tiene testa a un centrocampo di “top player”. Bene. Un po' passista, lento, ma bene. VOO 6.5.

GARGIULO - Gli parte la brocca in due minuti e butta il Lecce in mezzo a una strada. Il secondo giallo è un assist a porta vuota in direzione della Sezione AIA di Arezzo: “cacciami, ti prego”. La partita può anche non contare niente, ma è un atteggiamento che non giustifichiamo da un elemento di tanta esperienza. VOTO 4.

DI MARIANO - Va via dopo un tempo da nervosetto. Non gli riesce nulla o quasi, spesso si spazientisce. VOTO 5.

CODA - Entra quando la luce che illuminava il primo tempo del Lecce si è spenta. Fa poco per accendere anche solo un candelotto. E' in cerca di condizione atletica. VOTO 5.5.

OLIVIERI - Che si tratti di campionato, Coppa Italia, Champions League, Europa League, Mondiali o Europei, ovunque Baroni sia impegnato a stilare una formazione il criterio è semplice: “Olivieri più altri dieci”. Insopportabile la sua inadeguatezza: ma uno con un controllo del pallone simile può giocare a questi livelli? Ma dai, su, un po' di decenza. E di rispetto. Quelli che pagano il biglietto non sono mica scemi. Il vaso è colmo. Impresentabile. VOTO 4.

LISTKOWSKI - Migliore in campo per distacco, Baroni lo toglie via troppo presto. E' tutto molto poco comprensibile. VOTO 7.

FARAGO' - Entra per prendere altra confidenza con il progetto Lecce. Ordinato. Pulito. VOTO 6.

BARONI - E' una notte premio, va bene, per questo premia un “soldato” come Bleve, dandogli guantoni e fascia di capitano allo stadio “Olimpico”. Peccato che il destinatario di cotanto onore non sia visibilmente in grado di restare in piedi. Si gioca un cambio così, su una partita che si mette bene e che per questo potrebbe avere un orizzonte anche di 120 minuti richiedendo risorse maggiori dalla panchina. Prevedere tutto questo? No. Pazienza. Il Lecce va davvero forte per un tempo ed è una grandissima notizia per una squadra abitualmente impegnata a scendere in campo in dieci più Olivieri e questa volta proposta in nove più Helgason e Olivieri. Fare partita in nove a Roma non è cosa per tutti, grandi meriti al mister (che però è lo stesso che ci costringe al supplizio di guardare quei due in campo). Nel secondo tempo toglie Listkowski per risparmiarlo e preservarlo in ottica delle 20 panchine che lo aspettano in campionato, dimostrando di non aver mai pensato neppure lontanamente alla qualificazione. Non fa niente mister, noi abbiamo sognato gratis. VOTO 5.



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