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SI VOTA IL 25 SETTEMBRE. Sono sempre i PEGGIORI che se ne vanno... DRAGHI ci riprova ma si fa esplodere in aula: maggioranza in pezzi

L'oramai ex Premier "sfida" i partiti chiamandoli alle loro responsabilità. Una mossa che dopo il Movimento 5 Stelle fa fuggire pure Forza Italia e Lega





ROMA - Il 67° Governo della Repubblica è finito, resta in carica solo per il disbrigo degli affari correnti.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le camere e messo la parola fine alla 18° Legislatura repubblicana, mandando tutti al voto il prossimo 25 settembre (NELLA FOTO SOTTO MATTERELLA E DRAGHI AL QUIRINALE DAVANTI AL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE).

Si vota subito, dunque, accettate le dimissioni di Draghi dopo il secondo tentativo fallito nel giro di una settimana da parte dell'ex banchiere centrale europeo di coagulare attorno alla sua figura una coalizione di “unità nazionale” in grado di portare il Paese al voto di primavera senza scossoni, riducendo il debito pubblico, chiudendo le partite aperte su emergenza pandemia, bonus fiscali, energetici, bonus per famiglie e imprese, sullo sfondo della delicatissima crisi internazionale derivante dal conflitto in Ucraina.

Niente da fare, dopo una giornata sull'altalena e di costanti fibrillazioni Draghi si è ritrovato da solo in Senato con alle spalle una maggioranza numerica formale di 95 senatori e la fuga (quella invece molto più sostanziale) di Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia che in seconda battuta si sono aggiunte ai pentastellati ed hanno contribuito alla dissoluzione della maggioranza.

Impossibile pensare di riprovarci, le dimissioni sono diventate irrevocabili. Ne ha preso atto Mattarella che come detto ha già firmato lo scioglimento delle camere.

Per l'Italia ora si apre una brevissima e caldissima (in tutti i sensi…) campagna elettorale “balneare”.



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