La pandemia fa paura e i MALATI DI CUORE NON VANNO A CURARSI: appello dei medici a rispettare le terapie

Mercoledì 25 Novembre 2020 | Cosimo Carulli | AltroLecce

LECCE - Coronavirus e rischio cardiovascolare: non occorre assolutamente sottovalutare alcuni sintomi.

L'appello è stato lanciato dai medici del "Città di Lecce Hospital" che in una nota sensibilizzano i salentini a non rimandare visite, controlli e screening durante la pandemia.

Uno studio ha messo in evidenza il maggiore rischio di mortalità da infarto per i cardiopatici a causa dell'emergenza sanitaria in corso. Nella seconda ondata del contagio, infatti, si è riscontrato un aumento della gravità delle condizioni di salute di chi soffre di cuore.

"I pazienti preferiscono rimandare molti controlli, ma non può essere questa la scelta giusta", spiega il dottor Kia Vaziri Farahani, Responsabile dell'Unità Funzionale di Cardiologia del "Città di Lecce Hospital" (PRIMA FOTO SOTTO).

I cardiologi stimano per l'Italia un volume di 3 milioni di visite cardiologiche non effettuate durante l'emergenza coronavirus, un complessivo ritardo nel rivolgersi al pronto intervento e la paura di recarsi in ospedale, con il risultato che i malati di cuore hanno progressivamente peggiorato le rispettive condizioni di salute.

Eppure, spiega il professor Giuseppe Speziale, Coordinatore delle Cardiochirurgie di "GVM Care & Research (SECONDA FOTO SOTTO), va assolutamente sottolineata "l'importanza dei controlli periodici, del monitoraggio dei pazienti in terapia, anche attraverso il contatto telefonico a distanza con il proprio cardiologo".

"Città di Lecce Hospital", lo ricordiamo, è ospedale considerato di alta specialità e dunque accreditato con il Servizio Sanitari Nazionale. Nonostante il coronavirus sta proseguendo le attività ambulatoriali, di ricovero, i controlli medici di routine e l'attività chirurgica sia programmata che in emergenza-urgenza. Il tutto in completa sicurezza.