Settore Giovanile

COPPITELLI nel calcio dei "grandi"? L'INTERVISTA AL MISTER CAMPIONE D'ITALIA: "vorrei fare la Champions League giovanile..."

Le parole, le prospettive, il focus sul futuro personale del tecnico della "Primavera" del Lecce

LECCE - Adesso è tempo di futuro. Anche per Federico Coppitelli, l'allenatore Campione d'Italia “Primavera” del Lecce, che abbiamo lungamente intervistato per voi. Ecco le sue parole.

Apice - “E' stato il punto più alto in termini di risultati per un percorso che è stato fantastico. Prima del Mondiale eravamo tra gli ultimi, con il lavoro siamo arrivati sin qui. Spero che questo risultato venga vissuto e valutato da tutti con la profondità che merita. Una vittoria che avrà un posto speciale nel mio cuore”.

Corvino - “Lo abbiamo fatto felice, sono contento per lui, ha fatto un lavoro di ‘scouting’ incredibile. C'è stata troppa attenzione dell'opinione pubblica su questioni marginarli come il numero degli stranieri, mentre i ragazzi invece costruivano qualcosa di speciale”.

Tutti cresciuti - “Sono cresciuti tutti dal primo giorno insieme ad oggi, questo gruppo non ha lasciato indietro nessuno. L'assist del gol Scudetto lo ha fatto Hegland, arrivato da poco e con poche presenze. Tutti siamo stati importanti in questa impresa”.

Come si vive un gruppo così - “Siamo una squadra di fatto con mentalità e comportamenti europei, ci alleniamo parlando in inglese, abbiamo imparato tutti un qualcosa da tutti, io per primo. Mi sono adattato tante volte ai comportamenti dei ragazzi, alle loro culture”.

Futuro - “Giocheremo la Champions League giovanile e questa è una cosa che mi intriga molto, che volevo fare. Non per vincerla ma per misurarmi. Per il Lecce ci saranno sfide bellissime. Io personalmente mi guardo indietro e 15 anni addietro ho fatto la mia prima Finale Scudetto giovanile con la Tor Tre Teste e l'ho persa. Da lì ne ho vissute tante, sono orgoglioso del mio percorso. Studieremo le regole se ci saranno regole nuove sulla quantità di calciatori italiani in rosa e ripartiremo. I 2004 rumeni per esempio li abbiamo con noi da oltre 4 anni, per le regole che vanno delineandosi sono dentro, possono giocare considerati come italiani. Ma non è il momento di pensarci, c'è già il Direttore che starà pensando a tutto…”.

 

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