L'editoriale. 190 RETI SUBITE in tre stagioni. Comunque vada grazie a tutti, MA ADESSO BASTA

Sabato 8 Maggio 2021 | Cosimo Carulli | Editoriali

LECCE - Nonostante un campionato vinto (con Liverani) e uno chiuso al terzo o al quarto posto, si vedrà lunedì pomeriggio (con Corini), il Lecce è riuscito in tre stagioni a raccogliere in fondo alla sua porta 190 palloni. Sì, 190 reti subite tra campionato e quelle due o tre partite l'anno di Coppa Italia.

Beh, adesso basta. Davvero basta.

Comunque vada, comunque andrà a finire questa parentesi del campionato, è necessaria, indispensabile, indifferibile una rifondazione totale del parco giocatori difensivo del Lecce.

E basta pure con la storiella, portata avanti da Corini e non solo, che “non è questione di difensori, di singoli”, che “si attacca e si difende in undici”, che "conta l'atteggiamento”, bla, bla, bla.

Saremmo scemi, ma fessi no. E alla fine anche gli scemi dicono basta.

190 reti subite in tre stagioni tra campionato e Coppa Italia sono davvero troppe. Sfidano l'intelligenza di chiunque. Sfidano la pazienza di tutti. Perchè il tifoso, fondamentalmente, così come il cronista, non vuole sentirsi preso in giro, umiliato dai banchetti che offriamo settimanalmente nella nostra metà campo, anche quando ci capita di vincere, raramente in questa fase…

Non è questione di tecnica individuale, di essere “scarsi”, non ci permetteremmo mai di dirlo a dei professionisti, ma quale ottimismo anche morale, mentale, quale approccio sereno alle situazioni di gioco più complicate può avere ogni singolo conoscendo il rendimento complessivo di tutto il reparto?

Come deve affrontare un problema sapendo che sta per succedere una frittata, è matematica, è nelle statistiche, ogni singolo Meccariello, Lucioni, Dermaku, Maggio, Gallo, Pisacane, Adjapong, Zuta, Benzar, Marino, Legittimo, Cosenza, Ciancio, Riccardi, Venuti, Perucchini, Vigorito, Gabriel, Calderoni, Lucioni, Fiamozzi, Meccariello, Dell'Orco, Donati, Paz, Rispoli, Rossettini e Vera Ramirez?

Con la certezza matematica che la cazzata è dietro l'angolo, che lo scivolone di reparto è un minuto dopo, due minuti dopo, che la disattenzione sta per arrivare che cosa si può chiedere a tutti questi onesti praticanti del calcio? Nulla. Fanno quel che possono.

Per questo, ingrossataci la bile per la 190° volta in questo triennio davanti a una Reggina devastante negli spazi è venuto il tempo di dire basta, anche a livello giornalistico può servire, è quasi d'obbligo per cercare di dare l'ultima scossa ai protagonisti, dopo esserci fatti prendere in giro anche dagli attaccanti calabresi.

Di questi banchetti umilianti per qualunque “scarpone” di avversario ci siamo davvero riempiti tutti gli organi del corpo.

Questo tema sarà fondamentale, centrale nella preparazione del prossimo campionato che tutti ci auguriamo ancora miracolosamente possa essere di un'altra categoria rispetto all'attuale.

Sì, festeggeremo, ringrazieremo tutti. Anche in caso di sconfitta. Ma poi basta. Adesso basta.