L'EDITORIALE. UN ANNO DOPO GRAZIANO. Il nostro ricordo
Un anno fa nel ritiro di Coccaglio (Brescia) moriva il fisioterapista del Lecce: il nostro ricordo intimo, personale
LECCE - Un anno dopo quel giorno niente più è uguale a sé stesso, ai giorni, agli anni prima della tragedia. Tanto è cambiato negli occhi del Lecce, dei suoi dirigenti. E' come se una luce di gioia si fosse spenta, in tantissimi dei protagonisti della società e della squadra. Non sono soli in questo dolore.
Un anno dopo la morte di Graziano Fiorita è lo squarcio su un quadro che non si può ricomporre, che la morte ha distrutto per sempre. A rimanere con noi, con tutti quelli al seguito delle vicende del Lecce che Fiorita lo conoscevano bene sin dai tempi del settore giovanile, è il ricordo, la straordinaria pesantezza di una figura che il calcio delle prime donne può rappresentare come di secondo piano, dietro le quinte, e invece noi tutti sappiamo quanto valore umano e professionale rappresentasse. Per tutti, chi vi scrive compreso.
Il ricordo di Fiorita accompagna il Lecce per questo, per meriti sul campo, perché Graziano era un ragazzo venuto dalla strada e che si era preso il sogno, si era preso il Lecce. Come tanti di noi nella vita abbiamo sognato anche solo 1 minuto della nostra vita.
E chi vi scrive questo piccolo editoriale è un fortunato, uno che ha iniziato a fare questo lavoro all'ombra di un gigante come Sergio Vantaggiato, come suo “secondo” eterno…, destinato al calcio giovanile, alle categorie inferiori e a occuparsi del “sacro” Lecce di Cavasin, Delio Rossi solo nei rari giorni di libertà di Sergio. Che a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila mi aveva assegnato proprio le giovanili del Lecce durante la loro epopea di campionati e coppe vinte, al seguito di quella squadra di invincibili che ha recentemente perso anche Rodia per un malore fatale.
Graziano è stato un compagno di viaggio, discreto e sempre serio, sempre consapevole dei ruoli e dunque rigoroso, ma anche capace di darti un sorriso da tifoso, prenderti in giro, far finta di picchiarti con quelle manone che ti avrebbero fatto a pezzettini in un baleno. Per poi finire tutto in risate. Risate gustose.
Un anno fa un malore consegnava Fiorita all'eternità del “Pantheon” della storia ultracentenaria del club, ai livelli di Ciro e Michele, ai livelli di Mazzone e altri che non ci sono più.
Una eccezionale straordinarietà per uno che non aveva mai giocato nel Lecce ma che ha sempre vestito la maglia giallorossa.


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