Editoriali

LE FOTO DEI FESTEGGIAMENTI DEL PULLMAN DEL BARI: i tifosi hanno la dimensione dello "sfottò", I BUGIARDI IN MALAFEDE NO

Facciamo il punto dell'inutile polverone sollevato negli ultimi due giorni su social, tv e carta stampata





LECCE - Scusateci per la qualità scadente delle foto, sono fotogrammi che abbiamo “strappato” via dagli archivi di alcuni telegiornali regionali… (tranquillamente a disposizione nella rete).

Sono gli stessi telegiornali regionali, accompagnati da una certa stampa, che si sono scagliati contro il capitano del Lecce Fabio Lucioni per aver sorretto durante i festeggiamenti in Piazza Sant'Oronzo per il ritorno del Lecce in A una bandiera a due aste realizzata da un tifoso con la scritta “Odio Bari”.

Nei fotogrammi potete ammirare gli stendardi esibiti dai calciatori del Bari durante i festeggiamenti per la vittoria del campionato. E basterebbe questo per chiudere una questione ai confini del ridicolo.

Ma a chi schiuma rabbia e fomenta l'odio (loro sì) vorremmo far passare la lezione dei milioni di tifosi di Lecce e Bari, che (loro sì) hanno la dimensione dello “sfottò", sono lì a saltellare l'uno contro l'altro o a prendersi in giro nell'eterna lotta a prevalere l'uno sull'altro.

Invece agli odiatori di professione, a chi schiuma rabbia da oltre un trentennio nero per una leadership persa nel mondo dello sport in favore della “piccola” Lecce, consigliamo con molta umiltà maggiore accortezza nel vendere quotidianamente fumo ai tifosi biancorossi, che dal ritorno in B non sentono altro che parlare e non leggono altro che delle mirabolanti prospettive di futuro che attende la Bari calcistica, la A, Ibrahimovic, la Champions League, i Mondiali probabilmente. Schiaffi all'intelligenza, performance da cabarettisti.

Giornalisti, editorialisti, penne di punta (…) che professano la violazione delle norme federali, che impongono a una proprietà di non avere due squadre nella stessa categoria, trattando la vicenda come “problematica marginale”. Caspita, verrebbe da dire! Problematica marginale!

Potete starne certi: i baresi si vergognano di tanta spudoratezza, di tanto servilismo, di macchiette che sino al giorno del fallimento del defunto Bari hanno raccontato le favole delle ricostruzioni fatte passare da Giancaspro per non farsi togliere qualche accredito, per non perdere qualche cestino natalizio o qualche magliettina ufficiale a fine anno. Ricottari, sostanzialmente. Che per decenni hanno raccontato le “gesta” miracolose, ai confini della santità o della salita al soglio pontificio della famiglia Matarrese. Professionisti… del sesso orale.

Beh, Lecce in A ci può andare e tornare, salire e scendere, venire e partire. Ai vostri telespettatori e lettori baresi, invece, quando la raccontate un po' di verità…? Cominciando dalle regole del gioco, no? Dalle norme federali. Buona Serie B. A vita.



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