Per sfruttare al meglio tutte le funzionalità del sito, aggiorna il tuo browser.

L'EDITORIALE: la fine di un sistema marcio che ha intrecciato tutti. Orgogliosamente senza di noi. ABBIAMO VINTO DAVANTI ALLA STORIA

Mercoledì 19 Giugno 2019 | Cosimo Carulli | Editoriali

LECCE - La foto del crollo della statua di Saddam Hussein rende bene il quadro in cui ci siamo mossi in questi anni: è crollato un sistema marcio che ora trema assieme a tutta la sua corte dei miracoli.

Quanta merda ha ingoiato questa redazione, quante campagne d'odio orchestrate dai sodali del "sistema Tesoro" sono servite a dare una falsa rappresentazione di noi, ad alimentare la "caccia" al diverso, ad isolare il matto, ad ostacolare in ogni modo lecito o meno l'avanzata di un giornale on line fuori sistema.

Hanno cominciato dal primo giorno interpellando il Tribunale della Stampa per capire se fossimo in regola o meno e avessimo lo status di testata giornalistica (buco nell'acqua), poi sono passati a chiedere che si accendesse un faro sulla natura regolare o meno delle nostre collaborazioni, dai grafici ai giornalisti (buco nell'acqua), hanno provato ad agganciare la nostra concessionaria di pubblicità (volutamente per questo non salentina...) per convincerla a "mollarci" in mezzo ai guai e senza contratti (buco nell'acqua).

Hanno annunciato una querela al giorno, fatto uso dei canali ufficiali di una società di calcio (mezzi potentissimi al nostro confronto) per dare autorevolezza al nulla che rappresentavano e al nulla delle querele mai fatte davvero. Nemmeno una, buco nell'acqua.

Chi vi scrive le ha viste tutte da vicino, le ha viste e riferite a chi di competenza, come ci obbliga a fare la nostra professione... Chi vi scrive è stato additato come il "matto", il fuori "sistema". Siamo orgogliosi di essere pazzi, dunque, e di aver vinto davanti alla Storia con la "S" maiuscola.

Questa testata non si è nascosta mai dietro a nessun dito: è nata con un obiettivo di frontiera, complicatissimo e controvento, ossia spazzare via un sistema marcio di connivenza tra una proprietà di calcio e un universo di pianeti intorno altrettanto marci. Marci sino al midollo. Non l'abbiamo mai nascosto: siamo nati per spazzare vie queste regalie, questo putridume, questa simonia medievale in cui era finito tutto quel che ruotava attorno al Lecce: venditori di aspirapolveri attualmente prontamente già riciclatisi come "vate" macchiettistici del padroncino successivo, piccolissime aziende editoriali con strumenti dalle risicate potenzialità che strappavano contratti pubblicitari importanti e ora casualmente ridotte in miseria dopo il crollo del "sistema".

Abbiamo visto squalificare ogni senso del lavoro, del buon gusto, con una vendita costante di sè stessi, senza nessuna etica e vergogna, senza niente. Spesso per mancette, neanche per "sistemarsi" la vita. Con una considerazione di sè così bassa da vendersi per 100 Euro, per un piatto di pasta, due accrediti, vestire i figli con qualche tuta ufficiale, per un banner di un'azienda compiacente. Personaggi che vanno ancora in giro da sepolcri imbiancati, rimessi a nuovo come quelle prostitute che si calano quintali di trucco, poi sotto le hanno toccate migliaia di uomini sporchi dentro e fuori.

Abbiamo visto lo squallore con i nostri occhi, oltre che un costante sventramento del valore patrimoniale, delle infrastrutture e delle risorse umane del Lecce, fatto a pezzi da una gestione piratesca.

Alla fine abbiamo affondato la nave: sì, l'abbiamo fatto noi e solo noi, creando le condizioni, lo squarcio nella notte più buia per l'arrivo dei salvatori e della magistratura.

Un giorno la "Storia" ci avrebbe dato ragione. Quel giorno è arrivato. E non è ancora finita...