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L'editoriale. CIRO E MICHELE: per noi sono VIVI. Chi vive nel cuore della gente non muore mai

Venerdì 2 Dicembre 2016 | La Redazione | Editoriali

LECCE - "Vivere nel cuore della gente non è mai morire", diceva, più o meno, uno striscione della Nord.

Sì, perchè Ciro e Michele rappresentano le (poche) certezze di questa città sportiva che tante volte ha visto paradisi bellissimi ma anche nefandezze incredibili, come l'onta dell'illecito sportivo.

Ciro Pezzella e Michele Lorusso rappresentano l'essenza del calcio vero, delle magliette di stoffa, col collo cucito a mano. Senza gel nei capelli, senza cuffiette in testa, senza veline o ragazzine nei letti ad aspettare, senza tatuaggi chilometrici. Il "calcio dei calci", l'abbiamo definito noi, dove i "senatori" si facevano rispettare, dove gli scherzi erano all'ordine del giorno, il calcio delle file ai telefoni a gettoni per parlare con casa, senza Twitter o Facebook.

Per questi valori e per il loro attaccamento alla maglia giallorossa Ciro e Michele restano vivi e presenti: il calcio che hanno rappresentato, quello sì, è il passato, distrutto dai soldi e dal business. Loro invece no, sono rimasti nella testa di una città intera.

Il 2 dicembre dell'83, 33 anni fa, Ciro Pezzella e Michele Lorusso erano in macchina sulla Statale Lecce - Bari: in macchina perchè nel calcio di quei tempi c'era anche chi non prendeva l'aereo per paura, e le trasferte se le faceva in treno. Treno che allora partiva da Bari, non da Lecce: Ciro e Michele trovarono la morte per strada, nei pressi di Mola di Bari, in uno schianto drammatico contro un'altra auto.

Lorusso e Pezzella, insieme, hanno vestito la maglia del Lecce quasi 600 volte, 569 partite, per la precisione.

I loro borsoni sono rimasti lì, in quel bagagliaio pronto per raggiungere i compagni per Varese-Lecce. Ma ovunque siano loro, oggi, sono ancora con quei colori addosso.

Perchè "vivere nel cuore della gente non è mai morire" (VIDEO SOTTO GENTILMENTE CONCESSO DAL "LECCE CLUB CENTRO DI COORDINAMENTO").