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SCONCERTANTE: la mamma dell'assassino "meglio un morto che tre". Denunce sottovalutate? Rischia anche la Procura

Venerdì 15 Settembre 2017 | La Redazione | Cronaca

MONTESARDO - "L'ho fatto per voi, per salvarvi, Noemi voleva scappare con me dopo avervi ucciso". Lo ha scritto su un biglietto e lo ha anche riferito ai magistrati durante l'ultimo interrogatorio il fidanzato della giovane di Specchia barbaramente uccisa dalla gelosia del ragazzo.

Oramai è però chiaro che i genitori sapessero dell'omicidio dalla sera prima del ritrovamento del cadavere: a cena il giorno precedente a quello del clamoroso sviluppo giudiziario il giovane avrebbe detto tutto a mamma e papà, sostenendo anche questa sconcertante versione dell'omicidio per difendere la famiglia.

Assurda, a questo proposito, la reazione ai giornalisti della mamma dell'assassino di Noemi, convinta delle tesi del figlio: "meglio un morto che tre", riferendosi appunto alla possibilità che anche entrambi venissero uccisi da Noemi.

Diametralmente opposta la versione della famiglia di Noemi e delle sue amiche, che spesso raccoglievano le confidenze della ragazza sui modi violenti del giovane, che l'avrebbe anche mandata all'ospedale un paio di volte (ci sono i referti medici) con prognosi di 2 o 3 giorni, con lividi sul corpo e la faccia piena di schiaffi. In questo senso la mamma di Noemi, Imma, aveva denunciato il fidanzato della figlia ben due volte, alla magistratura penale e civile, per violenza privata, le lesioni e per accertare in che contesto familiare e sociale vivesse questo ragazzo turbolento. Nessuna denuncia ha prodotto l'apertura di un fascicolo giudiziario, ma neanche l'intervento degli assistenti sociali del Comune di Alessano. Per questo il Ministro di Grazia e Giustizia Orlando ha inviato gli ispettori al Tribunale di Lecce, per chiarire eventuali negligenze della magistratura.

Sulle modalità del barbaro omicidio chiarirà tutto l'autopsia che si svolgerà lunedì: Noemi potrebbe essere stata accoltellata, strangolata o colpita alla testa con numerose pietre, anche se le ferite e i tagli sul cadavere potrebbero essere state provocate dal permanere del corpo in mezzo alla macchia mediterranea per oltre una settimana, tra animali selvatici e agenti atmosferici.

Il fidanzato reo confesso è in una località protetta, sorvegliato a vista in ogni istante: si teme possa compiere un gesto suicida, visto che lo ha preannunciato in un biglietto: "sono un fallito, ho sbagliato, potevo uccidermi e avrei evitato questo casino".