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L'ANALISI: ad Andria Lecce più "di buon senso" che d'attacco. Ma quante critiche eccessive in rete...

Domenica 18 Dicembre 2016 | La Redazione | Editoriali

LECCE - A scanso di equivoci va detto subito in premessa che il pareggio di Andria è un ottimo risultato, per tutta una serie di motivi che cercheremo di ripercorrere. E' questa anche la nostra opinione, che sottoponiamo alla vostra attenzione.

Il Lecce è rimasto in piedi dove erano cadute Matera, Juve Stabia e Cosenza, non riuscendo a segnare e a costruire laddove la Fidelis aveva messo su la 5° difesa del calcio italiano dalla Serie A alla Lega Pro (hanno subito meno reti in casa solo Reggiana, Benevento, Genoa e Fiorentina, è bene ripeterlo, ma chi ci ha letto in settimana lo sa). La squadra di Favarin ha confermato insomma di essere un osso duro per le grandi, almeno quando gioca in casa.

Dunque il punto va accettato con serenità, soprattutto per una squadra come il Lecce che alla fine ha girato a 39 punti, potenziali 78 sulla classifica finale, meglio in proiezione di quasi tutte le vincitrici dei campionati di Lega Pro degli ultimi 4 anni (l'anno scorso il Benevento ha chiuso a 70, l'anno prima la Salernitana a 80, 3 anni prima il Perugia a 66, 4 stagioni addietro il Trapani si fermò a 64).

Eppure questa volta abbiamo avuto anche noi la percezione innegabile che Padalino abbia un po' tradito la sua filosofia di gioco, dando la precedenza al risultato finale rispetto alla vocazione offensiva del Lecce, che è rimasta inespressa. Al 90' abbiamo accolto il fischio finale, lì, in diretta, pensando "siamo venuti per 1 punto, l'abbiamo preso". Magari sarà stato anche il timore di prestare il fianco alla Fidelis, che in ripartenza può essere devastante, e l'ha dimostrato nonostante l'atteggiamento coperto dei giallorossi, con le ottime giocate del giovane brasiliano Cruz, la reattività di Volpicella, l'inserimento a gara in corso del positivo Minicucci (ha creato molti problemi a Padalino, che non l'ha arginato del tutto).

Per una volta, insomma, il Lecce ci è sembrato meno bello ma più concreto. Per ora va bene così, perchè i campionati si vincono anche con il buon senso.

Lo stesso buon senso che dovrebbe imporre tanti a riflettere sulle accuse che leggiamo nella rete, sugli attacchi costanti che arrivano anche nei commenti in coda alle nostre notizie indirizzati alla società o soprattutto allo staff tecnico, spesso ingenerosi o fuori dal mondo (visti i risultati), gratuiti, di mister improvvisati, che avrebbero tutti la loro ricetta per far vincere il Lecce.

La ripresa degli allenamenti oggi, finalmente a porte aperte per farci vedere anche come stanno fisicamente i giallorossi, ha fatto emergere come alcuni elementi ieri invocati dalla tifoseria (Doumbia e Torromino) non abbiano la condizione atletica per essere utili, almeno in questa fase. Allenatelo voi, il Lecce, e vediamo se sapete fare meglio...

Aspettiamo, prima di sparare sulla macchina in corsa. Potrebbe finire fuori strada.