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L'ANALISI: Lecce, prova di maturità superata. Ragioni e combatti da prima della classe

Domenica 31 Dicembre 2017 | Marco Errico | Editoriali

LECCE - Il pari di Trapani ha paradossalmente lasciato un po' d'amaro in bocca, tanta consapevolezza sui mezzi di questo Lecce, sino al "cioccolatino" dolce della sconfitta in casa del Catania del giorno dopo, ieri, che ha rimesso il sorriso alla tifoseria giallorossa.

Il gol iniziale di Mancosu aveva illuso tutti e le modalità del pareggio subito (grave errore di Perucchini in comproprietà con Riccardi) sono di quelle da mordersi le mani, dopo una mezz'ora in cui i giallorossi avevano completamente controllato l'avversario, dando la percezione di non soffrire particolarmente il confronto.

L'ultimo impegno del 2017 ha dunque emesso dei verdetti importanti e che lasciano ben sperare in prospettiva: il Lecce è diventato "grande", i giallorossi sono maturi da fare una prestazione autoritaria in casa di una formazione che due stagioni addietro si giocava la Serie A, in uno stadio con condizioni ambientali e pressioni non semplicissime e con una nottata di cronaca nera alle spalle. Niente: questo Lecce non si è fermato comunque, dando dimostrazione di compattezza, coesione, spirito di sacrificio.

Ad un certo punto della gara, poi, sarebbe stato legittimo, ampiamente, anche accontentarsi del punto. Il Lecce ha invece cercato il successo sino all'ultimo secondo del recupero (sfiorando il gol con Torromino), provando a tirare fuori il massimo anche dai momenti più difficili della partita: un atteggiamento, una mentalità da prima della classe. Finalmente.