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L'ANALISI. Addio di Coppa che è un occasione persa per I GIOVANI. Da loro poche risposte

Venerdì 16 Febbraio 2018 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Hanno perso soprattutto un'occasione loro, con davanti quattro ipotetiche partite tra SemiFinale e Finale. La partita con il Cosenza di Coppa Italia di Serie C è stata un'occasione persa soprattutto per le cosiddette seconde linee.

Dura, durissima giocare poco e incidere, ma i giovani non hanno fatto nulla o quasi per mettere in difficoltà il tecnico nelle sue scelte future.

A partire da Chironi, anche se la porta di Perucchini è "blindata" a tripla mandata, che non è esente da colpe sulle reti dei calabresi, soprattutto sul raddoppio di Loviso (FOTO SOPRA). Quando ti manca la porta titolare per tanti mesi, comunque, ci può stare una barriera messa male, un pallone visto solo all'ultimo instante, un rimbalzo che ti mette fuori traiettoria. Sulle doti del giovane portiere ex Berretti giallorossa ci sono pochi dubbi, peccato che non siano emerse in questa fase della competizione.

Deludente Megelaitis, interno destro di un centrocampo che ha sofferto molto l'esuberanza della mediana folta di Braglia che in mezzo ha preso sin da subito il comando delle operazioni. Il lituano si è fatto notare per qualche passaggio sbagliato di troppo, per l'approssimazione tattica con cui ha interpretato questo impegno, per una certa svagatezza insomma.

Discorso a parte merita Selasi, reduce da una lunga inattività e particolarmente brillante in avvio di gara. Poi il ghanese ha perso smalto, è subentrata la stanchezza, la forza fisica di cui è espressione non è bastata nei duelli con i più tecnici avversari che stazionavano dalle sue parti (FOTO SOTTO SELASI IN AZIONE).

Non pervenuti, non schierati, e questa ci sembra la notizia più grossa, nè ValeriGambardella che evidentemente si saranno già giocati qualche jolly nelle gerarchie del mister in apparizioni precedenti.

Una scelta precisa, ci è sembrata quella del tecnico romano del Lecce: rivolgersi anche in Coppa Italia di Serie C ai cosiddetti titolari, senza utilizzare questi giovani.

Una scelta che si presta a molte interpretazioni.