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L'EDITORIALE: uniti e compatti, restiamo calmi. Fabio, gestiamo meglio Di Piazza: è necessario

Sabato 10 Febbraio 2018 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Vittoria in fotocopia rispetto a quella con il Catanzaro. Cuore, grinta, lotta, sofferenza e qualche cambio azzeccato nella ripresa. Eccovi il cocktail del Lecce di Bisceglie che viene via da una "battaglia" con tre punti pesantissimi.

Primo tempo di grande ardore agonistico, meglio gli avversari, poi il cambio di marcia. Questa volta però i giallorossi hanno rischiato grosso nel finale, salvati solo da Perucchini nel recupero (hanno capito in tanti che Lepore "serve" a qualcosa...? Due assenze su quattro in difesa sono state troppo pesanti da metabolizzare).

Ma è stato concreto, insomma, il rischio di ritrovarsi con il Catania a soli due punti di distanza domenica pomeriggio, senza dimenticarsi il vantaggio dei siciliani negli scontri diretti. Un fantasma che si è smaterializzato con la rete di Saraniti ma che deve restare ben fisso nella testa di tutti noi, da Liverani ai calciatori, dalla società all'ambiente stesso, per comprendere su quale filo sottile si stia giocando questo campionato.

Sì, perchè sette punti di vantaggio sul Catania (ad oggi) sono belli e illusori allo stesso modo. Potevano essere due, potrebbero essere sei, potrebbero restare quattro con un'altra insidiosa trasferta davanti, proprio a Catania con la Sicula Leonzio e con mezza Catania contro (certamente...).

Insomma, non si è fatto un bel niente.

Anzi, questa volta è andata bene, con l'abilità di Liverani di cambiare il Lecce in corsa. Un Lecce alla camomilla, che senza Di Piazza davanti scherza col fuoco, produce poco e niente davanti ed è devastante al contrario in difesa, ossia "balla" che è un piacere.

Voi direte, ma cosa stiamo leggendo? Abbiamo vinto e tutto va bene. Sì, ma meglio smorzare i toni e restare a terra, questo editoriale l'abbiamo indirizzato in questa direzione a giusto proposito. Nel finale di campionato non vorremmo gare a metà, a due terzi o a un terzo. Spremiamo tutto.

E con tutto intendiamo anche Di Piazza, che ha dimostrato ancora una volta di essere devastante. "In 50 minuti tra Rende e Bisceglie poteva fare 5 reti": lo ha detto Liverani in Sala Stampa. Ok, se lo dice lui... perchè non utilizzarlo meglio? Non è una polemica, questa testata è stata l'unica (l'unica, sia chiaro) a sostenere sin dall'inizio addirittura della trattativa l'ipotesi di affidare il Lecce al carisma del tecnico romano, carisma che conoscevamo nell'ambiente. Lo facevamo mentre sotto la porta di casa di Roberto Rizzo, idealmente, sfilavano tutti i media col lutto al braccio. Ma per noi una cosa è il rispetto per un uomo-derby, per un grande della storia del Lecce, un altro è la voglia di vincere i campionati. E noi volevamo vincere il campionato, non farci degli amici. Per quelli c'è il bar.

Dicevamo, abbiamo sempre sostenuto Liverani: già, ma Fabio, per favore, vorremmo arrivare con il fegato intero a Monopoli-Lecce... Spremiamo tutte le risorse enormi e i talenti dei nostri: tra Rende e Bisceglie, l'hai detto tu mister, abbiamo un attaccante che poteva fare 5 gol in 50 minuti complessivi... Usiamolo.