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L'ANALISI. Partenza da incubo. E' innegabile: a gennaio la ciliegina deve arrivare in difesa

Lunedì 20 Novembre 2017 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Questa volta l'impressione è che sia andata bene, perchè Liverani ha elementi di categoria superiore e la Reggina, molto sbarazzina, è troppo vincolata alle giocate dei suoi giovani e talentuosi under per reggere il "colpo" di novanta minuti interi contro il Lecce.

Questa volta è andata bene, dunque, ma l'approccio del Lecce non è stato quello della capolista. Soprattutto non all'altezza della squadra ammirata nella gestione Liverani, che a parte qualche pausa fisiologica nello sviluppo del gioco mai aveva deluso sotto l'aspetto mentale, ritrovando anche una certa concentrazione difensiva, sparita nell'era Rizzo.

Sul piano squisitamente tecnico, poi, sono arrivati verdetti inappellabili: per un campionato lungo e logorante come questo ci vuole almeno un altro centrale di spessore a livello di esperienza e "navigabilità" in questo ambientaccio del girone meridionale della Serie C. Bene Riccardì, sì, l'abbiamo esaltato per primi, ma paradossalmente va meglio quando ti trovi a giocare un calcio più pulito, di impostazione dal basso, contro squadre che ringhiano meno. Sotto pressione mezz'ora, invece, anche lui contro gli amaranto ha visto le stelle. Troppi giramenti di testa.

Alla dirigenza le valutazioni: con davanti un traguardo a media-lunga distanza ma più vicino certamente dell'agosto scorso, non sapranno tirarsi indietro davanti alla possibilità di mettere la ciliegina sulla torta di questo Lecce.