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L'EDITORIALE. A Lecce l'evoluzione della specie: dai "leoni da tastiera" ai "coglioni da tastiera"

Martedì 22 Novembre 2016 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Nella sua intervista consueta, nel punto settimanale su SoloLecce.it Saverio Sticchi Damiani non l'ha mandata a dire (CLICCA QUI PER RILEGGERE): "sul web e presso alcune testate si aggirano personaggi che sul 2-0 erano già pronti a raccontare il de profundis del Lecce. Ci vuole più positività, spirito unitario".

Siamo (parzialmente) sulla stessa lunghezza d'onda.

Perchè se è vero che un buon giornalismo deve tenere la barra dritta davanti alla notizia (prima di tutto, dei favori, delle prebende, del "politicamente corretto"), è vero anche che qualche tribuno del popolo deve davvero trovare una bella faccia tosta davanti allo specchio per assumere alcune posizioni ridicole che la rete finisce per rilanciare.

Posizioni provenienti da talune manifestazioni d'informazione locale che da attenti e scrupolosi analisti del Lecce, in passato, oramai hanno lasciato il campo per parlare o tutta la settimana dell'avversario (inspiegabile, editorialmente, lo schiacciamento di alcune fonti sull'avversario di turno, si parla tutta la settimana solo di loro, non delle "cose" del Lecce, forse ne parla troppo bene la "concorrenza" di SoloLecce.it?) o per impegnare il resto del tempo a parlare male dei giallorossi, arrivando al parossismo di contestare apertamente e con una campagna mirata le porte chiuse di Padalino, che impedirebbero ai "tattici" dell'informazione locale di osservare come sta crescendo o come si sta evolvendo il Lecce nel suo lavoro settimanale.

Ci vuole una gran bella faccia tosta, a fare obiezioni simili, quando sono circa 3 o 4 mesi che nessun giornalista (escluso i nostri Matteo Bottazzo e Marco Errico, ne avete le prove ogni giorno) si presenta ai pochi appuntamenti a porte aperte, tanto che anche quando arrivano gli ultras agli allenamenti qualche anima pia che ancora legge qualche scalcinato è costretta ad inviargli il video dall'interno del settore, addirittura dall'anello Superiore, senza far capire un tubo della notizia. Per non "bucare" i giornalisti "da salotto" devono ricorrere ai sotterfugi, come gli opinionisti che lanciano editoriali senza aver visto nella loro settimana 1 straccio di allenamento. Professori da bar, analisti della briscola. Di questo stiamo parlando davanti al lavoro del tecnico e della squadra: questo è lo scenario.

Ebbene, da elementi di disturbo simili, alla canna del gas, arrivano lezioni sulla settimana di allenamento, per il mister, e lezioni di moralità, per chi gli è vicino umanamente nel periodo più difficile della sua vita: prima vengono le notizie, ricodiamocelo, soprattutto se di dominio pubblico e addirittura messe nero su bianco nei "bollettini" della società, poi vengono "riservatezze" presunte, che non esistono in presenza di uomini o donne di pubblico interesse. Ma vallo a spiegare, il quadro normativo, a chi non conosce neanche l'alfabeto della professione. Che ne sanno, questi poveretti, che Hillary Clinton e Donald Trump hanno portato le rispettive analisi mediche in diretta tv, per smentire le voci di malattie degenerative per lei e di disturbi legati all'obesità per lui. E' l'informazione, baby, mica chiacchiere e soprattutto è buona informazione quando serve a fare "positiva" chiarezza sulla coltre di fumo che nascondeva le assenze del mister, che hanno indotto in troppi a pensar male di lui o della scelta societaria di concedere questi giorni non propriamente di vacanza-premio. Del resto la nostra presa di posizione pro-mister (CLICCA QUI PER RILEGGERLA) è stata molto apprezzata dai lettori, estremamente apprezzata anzi. Ma qualche cervello annebbiato dai copia-incolla non ci era arrivato per primo e dunque giù a denigrare.

Poi da lì un residuo di settimana a testa bassa ad attaccare il Lecce, nella vigilia più importante, in questo disegno preordinato a tavolino, come quando si facevano i disegni per alimentare l'entusiasmo attorno alla "ditta" precedente, legata a filo doppio da interessi commerciali e condizioni di privilegio alla "libera" (...) informazione.

Con la variante che ora dell'avversario di turno, delle squadre di altre province (brindisine soprattutto) non interessa più niente a nessuno, visto che si può leggere in alternativa SoloLecce.it. E' questo l'unico miracolo accaduto nell'ambiente.

Noi accogliamo tutti..., e restiamo "dritti" nel nostro ruolo, che ci impone anche di manifestare una certa incredulità per la scelta del Lecce di non ricordare "Carletto" alla sua morte.

Non siamo a conoscenza se c'è stato o meno un ricordo privato, un messaggio ai familiari, queste sì sono cose che appartengono al personale, ma ci ha colpito che nè sul sito ufficiale e nè sui social di qualche dirigente si sia ricordato il buon vecchio "Carletto". Peccato.